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mercoledì 24 ottobre 2007

Tu da che parte stai?

Ho scoperto, in questi ultimi mesi di vita del blog, che lo spunto per un post può nascere da qualunque cosa: da chiacchierate tra amici ad un articolo letto ovunque, da un film alla vita di tutti i giorni. Quello di oggi arriva dritto dritto da un episodio di "Curb Your Enthusiasm", andato in onda domenica negli Stati Uniti e da me gustato ieri sera.

Per prima cosa, vorrei sottolineare, che si tratta di una serie televisiva comica. E' una variazione della sitcom classica, e rientra a pieni voti nella definizione di "comedy".

Il soggetto della puntata, trattato ai confini del paradosso, era questo: la moglie, dopo anni di matrimonio, lascia il marito; dato che la relazione era di lungo periodo, gli amici di lui erano diventati anche di lei. In quel momento però questi dovevano fare una scelta: schierarsi con lei o con lui?

Sembrerà una stupidaggine, ma in realtà non è cosa da poco. Va da sé che se il rapporto di coppia è a breve conservazione, i rispettivi amici ritornano alle proprie trincee e chi s'è visto s'è visto. Ma in caso contrario, quando ormai tutti ci si conosce bene da tempo, è giusto perdere, oltre alla persona amata, anche gli amici acquisiti? E' giusto fare tabula rasa di tutto quello che si è costruito negli anni trascorsi insieme?

Esistono purtroppo gelosie innate anche nei confronti degli amici, quelle della serie: "come ti permetti a continuare a frequentare le persone che IO ti ho presentato?". Capisco possa dare fastidio, ma da qui a scatenarci una guerra di rispetto ed orgoglio ce ne passa di follia.

Il ruolo più antipatico è sempre e comunque quello di Giuda, di colui che in un modo o nell'altro ha scelto di stare dalla parte dell'amico acquisito. Una scelta difficile, faticosa, e a volte imbarazzante da sostenere. E senza nemmeno i 30 denari di corrispettivo.

Ma bisogna per forza restare sempre a fianco di chi è storicamente tuo amico, oppure questa è una situazione da scuola elementare e la piena età della coscienza ci dà la possibilità di scegliere?

E tu da che parte stai?

lunedì 9 luglio 2007

Bentornati!

Bentornati a tutti quelli che avevano voglia di leggere di me e di quello che combino nel bene e nel male.

Dopo un mese e mezzo di pausa, dovuto a problemi di vario genere immediatamente successivi al mio viaggio a Miami e alle Bahamas (che sia una sottospecie di punizione divina?), si ricomincia.

Oggi metto in moto, domani inserisco la marcia.

Per ora vi comunico che il link all'episodio girato di "Pensa Più Forte" è ufficialmente morto. In tempi brevi (anche se non credo proprio brevissimi) apparirà ben evidenziato un nuovo link.

A domani. Che vi racconto una storia.

mercoledì 23 maggio 2007

Una serie mai trasmessa - Finale

Alla fine, dopo avervi raccontato passo per passo tutto quello che e' successo durante la produzione dell'episodio "prototipo" di questa serie mai trasmessa, mi sembra giunto il momento di farvelo assaporare.

Grazie alle meraviglie (o diavolerie) dell'elettronica, vi posto il link da Miami, Florida.

Notizia dell'ultim'ora: l'episodio in questione e' in gara al "Roma Fiction Festival".

Spero vi piaccia.

IL LINK E' STATO RIMOSSO IN QUANTO INATTIVO. IN TEMPI BREVI AVRETE A DISPOSIZIONE UN NUOVO COLLEGAMENTO.

giovedì 17 maggio 2007

Arrrrr. Un minuto per Mike Post

Premessa. Per chi non sapesse chi è Mike Post si di-riga al capoverso 5.
Per tutti gli altri:
1. Quando una domenica mattina ho risentito dopo anni la sigla di Magnum P.I. allo scontato e piacevole tuffo nel passato si è sommato un fastidio non tanto micro per non aver seguito fino in fondo il mio primo sogno adolescenziale: fare l'investigatore privato alle Hawaii.
2. Ricordo ancora la puntata pilota dell'A-Team. Saranno passati almeno quindici anni. Com'è possibile? Semplice. La sigla era a dir poco eroica, pomposa, arrivava dritta dritta allo stomaco. In una parola geniale. E come direbbe
John "Hannibal" Smith: "I love when the plans come together"...adoro i piani ben riusciti...
3. Durante una sessione di prove per la registrazione del tema principale della serie N.Y.P.D. pare che nella strada sottostante lo studio un cane stesse abbaiando a perdifiato. Post molto infastidito lo raggiunse in strada e lo affrontò urlando: "Smettila di abbaiare, trovati un lavoro!!!" Il cane smise. Oggi quel cane è Sindaco di New York.
4.Non per vantarmi ma sono uno dei pochi a saper suonare e cantare la sigla di Ralph Supermaxieroe. Believe it or not it's just me...

5.
Vergognatevi, un pò! Leland Michael Postil nato il 29 settembre del 1944, in arte Mike Post, è il compositore di tutte le sigle delle serie Tv che seguivate da giovani. All'età di 23 anni ha vinto il suo primo Grammy (se non sapete cos'è spero vi venga un fastidioso brufolo dove non batte il sole!) per il Miglior Arrangiamento Strumentale. Ha composto le sigle dell'A-Team, di Blossom, di Hill Street Blues, del The Greatest American Hero (Ralph Supermaxieroe in Italia), di Magnum, P.I., dei CHiPs, di Hardcastle & McCormick, per Quantum Leap, Riptide, Remington Steele, Renegade, e tante, tante ancora.
Pete Townshend degli Who nell'album Endless Wire del 2006 gli ha dedicato una canzone: "Mike Post Theme".

LUNGA VITA A MIKE POST, LUNGA VITA ALLE SERIE TV!!!

mercoledì 16 maggio 2007

Una serie mai trasmessa - quasi epilogo

Due giorni alla partenza, alla versione "Diario di Bordo" di questo blog. In diretta da Miami e se il tempo sarà gentile (come dovrebbe essere alla fine di maggio) anche dalle Bahamas.

Nel frattempo ci sono cosa da chiudere, come la Serie Mai Trasmessa, della quale onestamente ho scritto ciò che era umanamente scrivibile. Probabilmente ci sono aneddoti che ho tralasciato e scene che non si vedranno mai, ma in fondo è giusto così. Qualcosa di quell'esperienza deve restare solo nostra. Inoltre, giuro che non so più cosa scrivere. L'obiettivo era quello di raccontare tutto il processo di produzione e penso di averlo fatto. Scriverne ancora sarebbe un noioso annacquamento della minestra.

Comunque nei prossimi giorni (io spererei già da venerdì) troverete il link all'episodio pilota. Ve lo potrete gustare in streaming. Anche dal posto di lavoro. Dura circa 15 minuti, meno di un normale episodio di sitcom, ma in fondo è un prototipo. Fatemi sapere che ne pensate.

Quanti giorni prima della partenza cominciate a preparare la valigia? Io il giorno prima, anzi la notte prima e ci metto mezz'ora. Non che per questo sia un genio. A dire il vero ci penso un paio di giorni prima, giusto per non dimenticarmi nulla di fondamentale. Poi potrei anche dimenticarmi tutto. In fondo sto partendo per gli USA, non per una terra desertica del continente africano.

Ci sono tre cose che in partenza per un viaggio non bisogna MAI dimenticarsi: il passaporto, il biglietto aereo e la carta di credito. Tutto il resto è un inutile contorno.

More tomorrow.

giovedì 10 maggio 2007

Una serie mai trasmessa Pt. 27


Le difficoltà del montaggio derivavano principalmente dalle nostre voglie di nuovo. L’approccio alla regia partiva da una base documentaristica e anche il montaggio doveva rafforzare tali caratteristiche. Per fare questo c’era la necessità (a volte) di “estremizzarlo” per sottolineare emozioni o per supportare i momenti comici.

Di questa fase della post-produzione se ne occupavano i cugini Giulio e Michele. L’impronta che stavano dando all’episodio era assolutamente giusta. Ma mancava qualcosa!

I due ormai, dopo giorni e giorni di lavoro erano entrati in un vortice e cominciavano a non capire più nulla di quello che era buono e quello che invece non lo era.

Mi chiesero di intervenire. Dovevo guardarmi tutto l’episodio e segnare i punti nei quali secondo me c’era qualcosa che non funzionava a dovere. Con il mio bel bloc-notes mi misi davanti al monitor e individuai dei momenti deboli. Con Giulio li sistemammo. Dopo averlo fatto decidemmo di non guardare più l’episodio per un paio di giorni. Per “disintossicarci”.

Quando ci ritrovammo c’era ancora qualcosa che non andava. Non era evidente ma c’era una sensazione di stonato in certi passaggi. Inoltre si riproponeva il problema principale, la domanda che ci continuavamo a ripetere. Noi conoscevamo lo svolgersi della storia, ma per chi lo vedeva per la prima volta era tutto chiaro? Si riusciva a capire?

Decidemmo di fare quello che ci avevano consigliato già nel periodo di riprese. Dare il compito del montaggio a qualcuno di esterno.

mercoledì 9 maggio 2007

Una serie mai trasmessa Pt. 26


Eravamo stati apprensivo-ottimisti durante l’attesa delle pellicole sviluppate e fortunatamente avevamo avuto ragione.

In realtà i primi e gli unici a vedere il risultato di tutto quello che avevamo filmato furono Michele e Giulio. Io e tutti gli altri dovemmo aspettare un po’ di tempo. I due cugini desideravano farci vedere qualcosa che avesse almeno una bozza di montaggio.

Parallelamente Guido Cassano stava componendo la musica. Volevamo fosse una cosa originale, fatta per noi. Fondamentalmente non ci bastava scegliere un brano da un qualsiasi album di un qualsiasi artista, perché anche la musica doveva contribuire a creare quella atmosfera di ‘consapevole’ incoscienza, giocando su di un tema orecchiabile e musicalmente semplice ma con citazioni ‘colte’ e una strumentazione originale.

Onestamente e con tutto il rispetto possibile per l’autore, la musica per questa nostra produzione non mi entusiasmò allora e non mi entusiasma oggi. Pazienza, tutti gli altri l’approvarono e questo è più che sufficiente.

La macchina che avevamo costruito continuava a funzionare perfettamente. Le scadenze autoimposteci venivano (incredibilmente) quasi rispettate. I nuovi cinque/sei soggetti erano praticamente completati, approvati, revisionati e ripuliti.

Angelica si stava muovendo a Roma per trovare più contatti possibili disposti a visionare la nostra creatura.

Avevamo anche scelto il titolo. PENSA PIU’ FORTE. Come prevedibile era figlio del Gabri e delle sue frasi lapidarie.

La grafica era praticamente definita e la brochure di presentazione era in fase di correzione di bozze.

In pratica era tutto pronto…tranne il montaggio. Che cominciava a presentare qualche “lieve” difficoltà.

venerdì 4 maggio 2007

Una serie mai trasmessa Pt. 25

Nel mentre si attendeva l'arrivo della pellicole dal laboratorio di sviluppo, l'attività per lo staff autoriale fremeva come se non fosse successo niente, come se fosse tutto ancora da girare.

Era cambiato solo l'oggetto delle nostre attenzioni: stavamo buttando giù idee su idee per poi giungere alla scrittura di altri 5/6 episodi.

Delle idee iniziali venne fatta una grandissima scrematura e vennero approvate le migliori (o almeno quelle che ci sembravano tali); poi, da più o meno bravi bambini, ci dividemmo i compiti. Avevamo un episodio a testa da scrivere. Io in realtà ne avevo due, ma stavo vivendo un periodo di bulimia autoriale e non me ne sarebbero bastate sei.

Come sempre si lavorava a ritmi più consoni alla Paramount Pictures che ad un gruppo di amici che nel bel mezzo della loro vita avevano deciso che fare una serie televisiva sarebbe stata cosa buona e giusta. Inoltre e soprattutto in contemporanea si stava scrivendo anche la brochure di presentazione che doveva essere sintetica ma dettagliata ma vivace ma esauriente ma simpatica ma professionale ma...

E poi mancava ancora il titolo anche se cominciavano a piovere le proposte di chiunque di noi. In fondo tutti, più o meno velatamente e più o meno sotto una patina di falsa modestia, volevamo battezzare la nostra serie preferita.

Esterno giorno - casa di Michele
Il corriere suona il campanello. Si apre la porta di casa e il Michele, emozionato come un bambino che incontra personalmente Babbo Natale, ritira il pacco. Con finta noncuranza chiude la porta dietro a sé.

giovedì 3 maggio 2007

Una serie mai trasmessa Pt. 24

Finita la settimana di riprese ci prendemmo qualche giorno per tornare mentalmente alla vita normale, quella reale.

Angelica, la nostra segretaria di produzione, tornò da Roma per un tot di riunioni: dovevamo pianificare dettagliatamente tutto il periodo di post-produzione. Il grosso del lavoro era già stato fatto ma la parte dello stesso che ci attendeva si sarebbe svelata come fondamentale.

Oltre al titolo della serie, c'erano musiche da comporre, grafiche da realizzare, brochure di presentazione da scrivere e stampare. Inoltre decidemmo che all'episodio pilota avremmo allegato anche un'ulteriore manciata di outline per ipotetiche puntate da realizzare. Questo per far vedere ai possibili acquirenti che la nostra dote creativa non si esauriva in unico esemplare.

E poi c'era il montaggio. Non esattamente cosa da poco.

Come se non bastasse qualcuno dello staff, durante il periodo di riprese, aveva girato del materiale per una possibile sigla. Ma non in quantità sufficiente.

L'idea di partenza era quella di non avere una vera e propria sigla iniziale con spezzoni di girato bensì semplicemente dei titoli di testa. Dopo una minuscola lotta intestina, vinse la fazione della sigla "classica".

Questo ci diede la possibilità di rivederci nuovamente tutti insieme per una nuova giornata bucolica. Non male come scusa, no?

Girata anche la sigla, giunse il momento di spedire tutte le bobine allo sviluppo.

Solo qualche settimana dopo saremmo finalmente stati in grado di vedere cosa era rimasto impresso sulla pellicola. Non nascondo che furono dei giorni di attesa e apprensione...

mercoledì 2 maggio 2007

Vivisezionando Boris


Grazie al MySky mi sono sciroppato in una volta sola i primi tre episodi di Boris, quella definita dalla martellante campagna pubblicitaria come la "fuori-serie" italiana.

L'idea, seppur non originalissima, è carina. Però...

Biascica, il capo elettricista, in una vita precedente faceva l'addetto alle pulizie nell'ospedale di Scrubs.

I personaggi sono talmente tanti che si è ben pensato di avere delle guest-star fin dal secondo episodio, così siamo sicuri di non riuscire ad approfondire la personalità di quasi nessuno. Quante parole avrà detto finora la truccatrice? E non è un personaggio muto.

Non sarebbe più interessante se i personaggi interagissero TUTTI tra di loro?

Perché ci deve essere per forza sempre una macchietta? In questo caso il regista.

Date più spazio all'assistente regista, quando Caterina Guzzanti è in una qualunque scena il livello si alza clamorosamente. Ed è molto divertente.

venerdì 27 aprile 2007

Una serie mai trasmessa Pt. 23

Il lunedì fu un giorno molto strano. La sera prima avevamo finito di girare e la festicciola successiva ci aveva trascinato fino alle ore piccole.

Dunque l'appuntamento fu all'ora di pranzo presso il nostro quartier generale. C'era chi si stava preparando per tornare a Firenze, a Milano, a Roma e a Treviso; c'era chi si stava mangiando una fetta di pizza; c'era chi era sveglio da poco.

Facemmo una riunione di fine produzione, ognuno raccontò quello che aveva vissuto e imparato durante quei giorni trascorsi insieme. Sottolineammo le cose positive e prendemmo nota mentalmente di quelle negative, per non ripeterle in un auspicato futuro.

Poi buttammo giù un programma di massima per il lavoro di post-produzione. Nonostante avessimo finito di girare c'era ancora tantissimo lavoro da fare, partendo dal titolo con il quale battezzare la serie.

L'atmosfera era quella dell'ultimo giorno di campeggio, di vacanza, quando stai per ripartire e devi salutare tutti quelli che hai conosciuto durante quei momenti lontano da casa.

Noi non eravamo lontani da casa (beh, qualcuno sì), eravamo proprio in un universo parallelo. Dalla fiction saremmo dovuti tornare alla realtà di tutti i giorni.

giovedì 26 aprile 2007

Una serie mai trasmessa Pt. 22

Domenica fu l'ultimo giorno di riprese. Dedicate tutte agli esterni e alle scene in automobile. queste ultime erano quelle che avrebbero potuto rivelarsi le più ostiche a livello tecnico, vuoi per quanto riguarda le luci vuoi per quanto riguarda l'audio. Baciati dalla fortuna, o più semplicemente grazie alla valenza dei nostri tecnici, tutto filò liscio come l'olio.

La parte più difficile fu quando, nei pressi del tramonto, dovemmo effettuare delle riprese dell'automobile in autostrada, vista dall'esterno. In pratica l'auto, dopo essere rimasta un bel po' dietro ad un camion in sorpasso, lo sorpassava a sua volta. Durante le riprese i mezzi in questione procedettero a velocità piuttosto bassa e il risultato fu un effetto tappo dietro a noi. TIR incazzati accompagnati da automobilisti inferociti ci accompagnarono per tutto il tragitto necessario alle riprese con un sottofondo di clacson e di qualunque altro marchingegno atto ad emettere segnali acustici.

Nulla di preoccupante finché un simpatico camionista con un prepotente quanto elefantiaco TIR non decise di sorpassarmi da destra, rifilando il furgone al quale ero alla guida e suonando come un indiavolato le sue trombe segnalatrici. Nel frattempo io vedevo davanti a me la prima pagina de "Il Piccolo" del giorno dopo, con la mia foto della carta d'identità sotto ad un titolo a nove colonne.

Dopo le ultime scene all'esterno dell'ufficio decidemmo di effettuare una scena supplementare all'interno di un bar. Non eravamo ancora sicuri se l'avremmo o meno utilizzata ma indubbiamente è sempre meglio avere materiale in più piuttosto che in meno.

Verso le 10 di sera finimmo le riprese. Ci trovavamo in un bar (in realtà trattasi di un ristorante), quale luogo migliore per una bella festa di fine riprese?

martedì 24 aprile 2007

Una serie mai trasmessa Pt. 21

Il secondo giorno di riprese fu tutto a casa di Michele. O meglio, nell'appartamento che fungeva da set per quella location. Oltre, come già scritto qualche post fa, a rivestire il ruolo di quartier generale di tutta la produzione. E questo rendeva tutto indubbiamente più comodo.

La prima scena di quel giorno fu quella in cui il Giangi tenta di circuire la Ros: senza possibilità di venir smentito fu il massimo del divertimento per tutti noi. Avevamo cambiato l'attrice che interpretava la Ros e la nuova era molto provocante e "prosperosa". Il Giangi si trovava in una situazione di evidente imbarazzo nonché di forte desiderio di provarci veramente.

Ai rifiuti della Ros, non si capiva se il Giangi stesse recitando o stesse "vivendo" la parte. Le reazione del nostro protagonista erano eccezionali e più passava il tempo più erano esilaranti nel loro essere imbarazzanti. Uno degli obiettivi era stato raggiunto: rendere "reale" la finzione. L'avere ingaggiato quella attrice fu veramente una gran bella idea.

Seguirono le scene tra il Michele e il Gabri e poi quella "collettivizzante" con tutti e tre i nostri personaggi principali in scena.

La notte precedente era tornato il Giallocosta dalla sua trasferta per il video di Irene Grandi. E' il momento di spezzare una lancia a suo favore: quando si presentò sabato notte tardi (o domenica mattina presto, a seconda dei punti di vista) era un Giallocosta decisamente cambiato. In meglio. Come se durante il viaggio avesse digerito e metabolizzato il suo ruolo. Da quella domenica fu molto più facile e piacevole lavorare con lui. E questo fu un sollievo per tutti.

lunedì 23 aprile 2007

Una serie mai trasmessa Pt. 20

Arrivò il sabato e con lui la prima giornata di riprese. L'appuntamento per tutti era alle 9:00 del mattino presso l'ufficio che per quel giorno ci avrebbe fatto da set.

La prima scena in scaletta era quella in cui avrei "recitato" anch'io. Una piccola parte da comparsa parlante in un diverbio con il Giangi.

La tensione era piuttosto alta, in fondo era il primo giorno, e come in ogni primo giorno che si rispetti c'era il rischio di problemi tecnici "nuovi" per noi.

Mi sottoposi al trucco mentre arrivavano le comparse. Poi, con il Giangi, provammo un paio di volte. Le prove comunque non dovevano essere troppe per evitare di togliere quella patina di improvvisazione che era una delle basi del nostro prodotto. Era arrivato il momento di girare.

Non fu buona la prima. Più per problemi tecnici (in particolare audio) che altro. Non mi ricordo esattamente se quella giusta fu la terza oppure la quarta. L'importante fu che alla fine, dopo mesi passati a scrivere, a cambiare idee e soggetti, a cercare attori e a crearci dubbi su dubbi, avevamo cominciato a girare! Inoltre, dopo quella prima scena, smisi i panni di attore per rivestirmi da autore.

Durante quel sabato riprendemmo tutte le scene aventi per location l'ufficio. Questo comportava anche delle riprese di esterni fatte dalle finestre dell'edificio. Girammo le scene con il Gabri, il Pattaride e il Giangi, primi piani vari e primi piani specifici del Pattaride che guardava fuori dalla finestra.

Il primo giorno fummo puntuali e verso le 9:00 di sera finimmo tutto quello elencato all'ordine del giorno.

Ci avevano avvertiti in molti e alla fine provammo anche noi quella che è sicuramente la parte peggiore, anzi proprio brutta, del girare un film o un telefilm che sia: i tempi morti. Quando i tecnici spostano e preparano il set, quando fanno le prove luci e audio, quando c'è un piccolissimo problema che solo loro possono risolvere, sei lì ad aspettare. Quasi sempre senza far niente. E giuro che è la parte più stancante.

venerdì 20 aprile 2007

Buon Compleanno Simpsons

Con un giorno di ritardo festeggiamo il 20° anniversario dei Simspons. Il primo "corto" a loro dedicato andò in onda il 19 aprile durante il "Tracey Ullman Show". I disegni erano un po' grezzi, lontani da quelli che siamo abituati a vedere, ma ponevano delle solide fondamenta su quella che sarebbe diventata la sitcom più clamorosa e incredibile della TV USA.

Qui sotto il corto tratto dal "Tracey Ullman Show".

giovedì 19 aprile 2007

Una serie mai trasmessa Pt. 19

Il giovedì fu un normalissimo e tranquillo giorno di prove. Il che, visti i due giorni precedenti, ci colse in contropiede. La mattinata trascorse tra il Giangi, il Giallocosta e il Gabri. Si continuava a lavorare sull'intesa e quello che fino a quel momento era stato un semplice canovaccio di storia, stava pian piano prendendo le forme di una sceneggiatura. Avevamo delle sorprese in serbo per il Giangi, quello dei tre più avvezzo all'improvvisazione, ma decidemmo di tenerle nascoste fino al momento delle riprese. Ne avevamo provate un paio e le sue reazioni naturali erano di una comicità impagabile.

Il pomeriggio fu il momento delle prove delle comparse. Quelle parlanti. Ce ne servivano due e grazie all'efficienza del Pragma Studio, l'agenzia di casting che lavorava per noi, quel giorno provammo venti aspiranti "licenziati".

Non avevano una parte lunga e nemmeno troppo complicata, però, come ci era già successo, incontrammo dei problemi nel trovare le persone giuste. Io mi occupavo di spiegare, recitando, come i due licenziati avrebbero dovuto interagire con il Giangi e alla fine, mio malgrado, il Michele decise che avevo vinto la parte.

La scena in cui avrei recitato sarebbe stata la prima di tutta la produzione. Non male per uno che non si era nemmeno presentato alle audizioni, no? La tensione stava crescendo mentre mi sottoponevo alle prove di trucco e parrucco.

Fortunatamente il giorno successivo sarebbe stato un day-off dedicato al bere ed al mangiare. E a stemperare gli animi nervosi.

mercoledì 18 aprile 2007

Guest Star


C'è una cosa che mi cruccia. Quando guardo una serie televisiva di genere poliziesco e c'è una guest star famosa, o almeno abbastanza, so immediatamente che il personaggio in questione sarà il colpevole.

Va da sé che se uno è famoso ed è pagato fior di quattrini per essere ospite in un episodio di un Law & Order qualunque, la produzione non gli farà certo fare il cadavere. Però sempre l'assassino!

Ci sono ovviamente eccezioni che confermano la regola, ad esempio l'episodio di CSI andato in onda la settimana scorsa su FoxCrime (quella della chiesa, per intenderci).

Ma purtroppo sono eccezioni, tutte le altre volte si scopre subito chi è il cattivo.

martedì 17 aprile 2007

Una serie mai trasmessa Pt. 18

Il mercoledì passò tra prove e tensione, tra dubbi e confusione. Alla fine della giornata trovammo un accordo. Il Giallocosta ci teneva veramente tanto ad andare a girare il video di Irene Grandi e noi, da bravi ragazzi, decidemmo di dargliene la possibilità. Fondamentalmente giungemmo ad un compromesso.

Il video lo avrebbero girato il sabato, dunque il Giallo sarebbe partito il venerdì mattina (giornata che nel programma era dedicata al riposo) e sarebbe tornato il sabato notte, subito dopo le riprese del video. Nonostante lui spingesse per arrivare a Trieste la domenica mattina, fummo categorici sul ritorno notturno. Per noi, alla fin fine non sarebbe cambiato nulla; il sabato, primo giorno di riprese, non c'erano scene da girare con lui e va da sé che la sua presenza non era richiesta.

Quel giorno fu anche prova di vestiti, di trucco e di parrucco, di organizzazione delle comparse e di prove luci e posizioni sul set principale, quello della casa di Michele.

Alla fine il mercoledì stancamente si trascinò via. Questa sera, fortunatamente, i deliri notturni lasciarono il posto al riposo.

lunedì 16 aprile 2007

Una serie mai trasmessa Pt. 17

Arrivò il mercoledì e con lui i primi veri e seri problemi. Fino a quel momento se c'erano stati, erano stati di natura prettamente tecnica. Dunque facilmente, o quasi, risolvibili. I problemi che si scatenarono quella mattina furono di natura umana.

L'agente del Giallocosta chiamò per richiedere la presenza del suo assistito sul set dell'ultimo video di Irene Grandi. Questo accadde dopo le elucubrazioni esistenziali del Giallo. E indubbiamente non aiutò a rassenerare gli animi.

Stavo arrivando al quartier generale quando incontrai Michele e Giulio fuori da un caffè. Michele era furioso. I deliri del Giallo avevano lasciato il segno e la novità della Grandi lo aveva decisamente fatto sbottare. Voleva fermare tutta la produzione e mandare a casa il Giallo. Definitivamente.

Prima di prendere qualunque decisione decidemmo che era il momento giusto per una "riunionona" con tutto lo staff. Dovevamo decidere cosa fare, possibilmente a mente fredda.

Decidemmo, come fossimo saggi anziani, di ascoltare le parole del Giallo. Ci spiegò che la sua assenza sarebbe stata solo di due giorni, il tempo di andare, girare e tornare. Capirete anche voi che due giorni sono tanti se vengo raffrontati ad un totale di otto. Inoltre, come già scritto in un post precedente, le prove non è che andassero proprio a gonfie vele.

Il Giallo doveva prendere una decisione e noi la nostra. Sarebbe andato a girare il video? Saremmo stati noi così magnanimi da sopportare questa temporanea defezione? E soprattutto, vista l'atmosfera, se il Giallo fosse partito, sarebbe mai tornato?

giovedì 12 aprile 2007

Una serie mai trasmessa Pt. 16

Sempre il martedì e dunque, sempre durante il secondo giorno di prove, ci fu anche molto da ridere.

La mattina provammo la scena tra il Giangi e la Ros. Il personaggio della Ros fu tratto dalla vera realtà e dalla mente sessualmente iperattiva del Giangi. La Ros era la ragazza che il Giangi avrebbe voluto portarsi a letto da sempre e non ci sarebbe mai riuscito.

E, come d'altronde ogni ragazza avvenente, lo metteva in crisi, in imbarazzo, in iper-sudorazione.

La cosa più bella di tutto questo fu che durante le prove il Giangi entrò veramente in crisi, in imbarazzo e in iper-sudorazione. Inoltre, all'insaputa del nostro simpaticone, suggerivamo alla ragazza delle battute su argomenti intimi dei quali lei non poteva essere a conoscenza. E questo scatenava la sorpresa del Giangi. Nonché il suo impacciato disagio.

Imparammo delle cose importanti da questa sessione di prove mattutine: avremmo riutilizzato il suggerimento a sorpresa e avremmo cambiato l'attrice che interpretava la Ros. Sorry!