domenica 8 aprile 2007

Next On Lost

Per chi segue Lost (e chi non lo fa, peste lo colga)...

Simpsons

Una sequenza delle tante tratte dalla sigla iniziale dei Simpsons. Semplicemente geniale. Non vedo l'ora esca il film!

venerdì 6 aprile 2007

Una serie mai trasmessa Pt. 13


Il nuovo tipo di format comportò certi cambiamenti basilari, il set costruito come location principale non sarebbe stato usato bensì avremmo usato un appartamento vero e proprio. Ci sarebbero stati degli esterni che prima non venivano neppure lontanamente considerati. Inoltre prendemmo in affitto per un giorno intero un vero ufficio per effettuarci delle riprese.

La scelta stilistica portò Michele a scegliere di girare in Super8 per dare un tocco di grana vintage al tutto. Avremmo girato con due-tre telecamere (a seconda della scena) contemporaneamente e poi ci sarebbe stato un gran lavoro di montaggio.

Mentre l'estate si faceva sempre più calda vennero arruolati sempre più personaggi di supporto alla produzione, trucco e parrucco, segretaria di edizione, fotografo di scena, runner, tecnici luci e audio, catering, ecc.

I personaggi ormai erano stati definiti, anche se continuavamo ad avere qualche dubbio sull'effettiva tridimensionalità del Gabri (dubbio che purtroppo tuttora non è stato cancellato) e dunque su questo personoaggio si stava concentrando il nostro lavoro.

Era giunto anche il momento di scegliere quale sarebbe stato l'outline dell'episodio. Tra sei ne scegliemmo uno che sottolineava una delle abitudini dei tre amici: la trasferta in macchina per seguire la squadra del cuore. Nel nostro caso la Triestina.

Come già detto più volte le storyline sarebbero state più d'una (nel caso dell'episodio in questione, tre) che in un modo o nell'altro si sarebbero intrecciate. Dunque la trasferta era solo parte di un episodio ben più ricco.

Settembre era stato designato come mese per le riprese, tra prove e girato vero e proprio avremmo passato fianco a fianco 8 giorni consecutivi, con tutta la possibilità di litigare, ridere, cenare, bere e soprattutto lavorare il meglio possibile.

PS: Il primo set era stato costruito a casa di Giulio. Recentemente la casa è stata venduta e gli acquirenti non hanno voluto che venisse smantellato. A loro piaceva così!

giovedì 5 aprile 2007

Digressioni


Qualche post fa scrivevo che negli spogliatoi delle palestre i discorsi sono drammaticamente di bassa lega. Sono sotto choc, ieri due ragazzi mentre si stavano cambiando parlavano di musica classica e più precisamente di Chopin! Temevo di aver sbagliato porta spazio-temporale e di essere finito in un'aula del conservatorio.

Penso che tutti voi siate stati almeno una volta in un cimitero. Avete notato le foto sulle lapidi? Perché viene scelta sempre la foto di quando il trapassato era anziano? Perché non viene messa la foto di quando era all'apice della sua carriera terrena? (grazie Sbisino).

L'evoluzione delle telefonata nel momento sbagliato: prima il telefono suonava quando eri in doccia, adesso il cellulare suona quando sei in Vespa.

I miei vicini del piano di sopra sono due arzilli vecchietti che credo abbiano messo in piedi una nuova attività: le mie orecchie suggeriscono si tratti di una falegnameria. O una segheria.

Perché certi postini quando ti consegnano una raccomandata lasciano il resto della tua posta nella cassetta delle lettere? Non sarebbe più comodo, anche per loro, consegnartela tutta direttamente?

mercoledì 4 aprile 2007

Una serie mai trasmessa Pt. 12

Il Milossi, insieme al resto del gruppo, aveva già sfogliato e visionato centinaia di foto e curriculum per trovare l'attore che avrebbe impersonato il ruolo di Michele. Quando l'immagine di Alessandro Giallocosta gli si presentò davanti la sua reazione fu immediata: è quello giusto.

Io, ignaro di tutto ciò, stavo girando in auto negli Stati Uniti. Ricevetti via email le foto e una richiesta di commento. Posso pertanto dire che la prima volta che io vidi il Michele televisivo fu a Carmel-By-The-Sea, California. Anche a me sembrò quello giusto.

Vennero girate delle scene di prova tra il Giangi e il Giallocosta per tentare di capire se tra i due poteva esserci un buon affiatamento, una buona chimica. Il problema fu che queste prove vennero fatte in un'osmiza (una specie di agriturismo aperto solo un mese all'anno che vende esclusivamente alimenti e bevande auto-prodotti, le osmize sono molto frequentate specialmente per il vino). Dopo qualche bicchiere di "Terrano" il Giangi ne uscì visibilmente "provato" e conseguentemente, sebbene il tutto si fosse trasformato in una comica, della chimica si riuscì a capire ben poco.

Consapevoli che il Giallocosta era veramente quello giusto, mancava all'appello solo colui che avrebbe interpretato il Gabri. Tra i candidati c'era pure il Gabri vero e, come in ogni bella favola che si rispetti, vinse il ruolo.

Eravamo ormai in piena estate e si stava lavorando alacremente tenendo sott'occhio i diagrammi di Gantt che giorno dopo giorno Michele aggiornava. Avremmo iniziato a girare in settembre ed il tempo per la fase di pre-produzione cominciava a farsi drammaticamente breve.

martedì 3 aprile 2007

Una parentesi di viaggio

Sono sempre un grande amante degli Stati Uniti: in fondo da lì arrivano le mie serie TV preferite, i comics che leggo e la musica che ascolto. Fino al 2005 ero stato solo sulla costa est, ben otto volte a New York e poi a Boston, a Washington D.C. e nel Vermont. Per la Costa ovest non c'era mai stata occasione. Fino a quell'estate.

Per me c'era un'America nuova da scoprire e quando è arrivato il momento non ho avuto esitazioni. Prendemmo una macchina a noleggio e da Los Angeles partimmo per un giro lungo 15 giorni.

Da Los Angeles a Phoenix non c'è nulla, le frequenze radio sono deserte come tutto quello che ti circonda. Però può succederti di entrare in uno di quei locali da film, quelli sperduti nel deserto con come unico avventore un poliziotto "leggermente" sovrappeso, la temperatura da era glaciale dell'aria condizionata, la torta di mele o di fragole (ghiacciate anche quelle) e le cartoline che ritraggono un qualcosa che non c'è più da tempo.

Poi arrivi a Phoenix, se il mese è giugno probabilmente ci saranno 40° C alle 9:00 pm, e ti rendo conto che è una città immensa con poco o nulla da visitare. Per noi era una città di passaggio, di pernottamento. Non avevamo grandi aspettative, fortunatamente.

Da Phoeniz a Flagstaff sono solo un paio d'ore di macchina verso nord, ma in quelle due ore cambia tutto. Dal deserto arrivi in mezzo alla foresta, la temperatura si abbassa di circa 15° C, la cittadina è piccola ma vivace forse in quanto città universitaria. Flagstaff si trova sulla leggendaria Route 66 ed ha il fascino della piccola cittadina americana che per sua fortuna o suo malgrado si trova nei pressi di una delle più grandi attrazioni del mondo: il Grand Canyon. Va da sé che per trovare una camera in un hotel è bene prenotare per tempo.

Il Grand Canyon ti lascia senza parole, senza fiato. Soprattutto se la tua fidanzata ha deciso che quello è il posto migliore per farsi una bella litigata. E poi, se c'è troppo vento per un giro in aereo o in elicottero, capisci che quella non è la tua giornata fortunata.

Dal Grand Canyon a Las Vegas il passo non è tanto breve. Ma quando arrivi in quella follia che può essere definita la DisneyLand per adulti, ti rendi conto che le ore passate ad essere l'unica automobile su un'unica strada ne sono valse la pena. E poi c'è l'unico M&M's Store al mondo! By the way, dormivamo al Luxor, l'hotel con la più grande hall delmondo. Se non hai la mappa potresti non tornare mai più in camera.

Da Las Vegas, in poche ore arrivi al suo opposto: la Death Valley, un susseguirsi di scenari naturali diversi uno dall'altro ma tutti mozzafiato. Un'atmosfera incredibile che ti entra sotto pelle. E due turisti romani che ti dicono: "Aò, ma qua nun c'è gnente da vede'...". Forse il nome Valle della Morte avrebbe potuto accendere qualcosa nella loro testolina...

La meta successiva fu il Sequoia Park. Puoi dormire a Visalia che vive nella stessa situazione di Flagstaff ma è indubbiamente meno bella. Però la birra alle mele è squisita.

Il Generale Sherman (una sequoia, l'essere vivente più grande al mondo) è spettacolare nel suo svettare imperiale. E tutti si sentono improvvisamente affetti da nanismo.

Dopo il parco la macchina ci riportò sulla costa californiana che decidemmo di risalire da Morro Bay fino a San Francisco. Morro Bay sembra Cabot Cove della Signora in Giallo trapiantato sulla Costa Ovest. Lì puoi bere dei Long Island Ice Tea infiniti e ovviamente pagarne le conseguenze il giorno dopo, quando la macchina ti guiderà a Carmel-By-The-Sea/ Monterey.

Monterey con il suo bellissimo acquario, i suoi leoni marini, le sue foche e il suo pontile , è una bellissima cittadina di villeggiatura per i californiani. La 17-mile drive è una strada panoramica a pagamento che vale la pena essere percorsa: passi attraverso uno dei campi da golf più famosi del mondo, vedi case che fino a quel momento pensavi fossero esclusive delle riviste, costeggi l'oceano e ne respiri il profumo.

Continuando a percorrere la US 1, strada costiera di una bellezza sublime, raggiungi San Francisco. E se sei mio concittadino non puoi esimerti da visitare il "Caffè Trieste", locale aperto più di mezzo secolo fa da Giovanni Giotta, un emigrato triestino. Fa strano vedere vecchie foto della tua città appese sulle pareti di un locale a San Francisco, California.

"The coldest winter I ever spent was a summer in San Francisco." (attribuita, con dubbio, a Mark Twain). Però è magica...

lunedì 2 aprile 2007

Una serie mai trasmessa Pt. 11


Mentre si discuteva di quella che sarebbe stata lo spunto "propulsore" dell'intera serie, il pensiero che stava prendendo sempre più spazio nelle nostri menti era di lasciare molto spazio all'improvvisazione. Volevamo sperimentare qualcosa di nuovo per la TV italiana e l'idea che gli attori improvvisassero su un canovaccio di storia era qualcosa che ci attirava in modo particolare.

Era un'idea figlia della passione per "Curb Your Enthusiasm" che improvvisamente ci aveva rapito e aveva fatto girare la testa a tutti i nostri collaboratori. Sapevamo di non essere geniali e originali quanto Larry David. Lui poteva essere un buon maestro e noi dei bravi allievi, no?

Nel seguire un tracciato simile il problema più grande era quello di trovare degli attori bravi ad improvvisare dialoghi credibili e divertenti su una traccia esile esile. Non un problema di facile soluzione...o forse si?

Il primo candidato per la parte di uno dei tre amici fu Gianluca Marino. In pratica il Giangi avrebbe interpretato il Giangi. Cioè sé stesso. Sulle capacità comiche e sull'inventiva del Marino non c'erano dubbi, in fondo tra noi autori era uno dei più prolifici (anche se un po' confusionario, vero Giangi?) ed in più aveva dalla sua un'innata e talentuosa predisposizione a stare davanti ad una telecamera. Dunque problema risolto, attore trovato.

Restavano ancora due posti vacanti, quelli corrispondenti a Gabri e a Michele. E se per il Gabri si poteva pensare ad un'operazione simile a quella fatta per il Giangi (Gabri fa il Gabri, punto e basta), per Michele la cosa si fece più spinosa dopo il categorico rifiuto di apparire declamato da Michele.

Cominciammo a sfogliare le foto che il Pragma Studio aveva collezionato durante il periodo delle audizioni pre-cambiamento di direzione. Forse qualche faccia papabile o potabile l'avremmo trovata...

Nel frattempo io decisi che era cosa buona e giusta partire per un viaggio di 15 giorni on the road tra California, Arizona e Nevada.