mercoledì 18 aprile 2007

Guest Star


C'è una cosa che mi cruccia. Quando guardo una serie televisiva di genere poliziesco e c'è una guest star famosa, o almeno abbastanza, so immediatamente che il personaggio in questione sarà il colpevole.

Va da sé che se uno è famoso ed è pagato fior di quattrini per essere ospite in un episodio di un Law & Order qualunque, la produzione non gli farà certo fare il cadavere. Però sempre l'assassino!

Ci sono ovviamente eccezioni che confermano la regola, ad esempio l'episodio di CSI andato in onda la settimana scorsa su FoxCrime (quella della chiesa, per intenderci).

Ma purtroppo sono eccezioni, tutte le altre volte si scopre subito chi è il cattivo.

martedì 17 aprile 2007

Una serie mai trasmessa Pt. 18

Il mercoledì passò tra prove e tensione, tra dubbi e confusione. Alla fine della giornata trovammo un accordo. Il Giallocosta ci teneva veramente tanto ad andare a girare il video di Irene Grandi e noi, da bravi ragazzi, decidemmo di dargliene la possibilità. Fondamentalmente giungemmo ad un compromesso.

Il video lo avrebbero girato il sabato, dunque il Giallo sarebbe partito il venerdì mattina (giornata che nel programma era dedicata al riposo) e sarebbe tornato il sabato notte, subito dopo le riprese del video. Nonostante lui spingesse per arrivare a Trieste la domenica mattina, fummo categorici sul ritorno notturno. Per noi, alla fin fine non sarebbe cambiato nulla; il sabato, primo giorno di riprese, non c'erano scene da girare con lui e va da sé che la sua presenza non era richiesta.

Quel giorno fu anche prova di vestiti, di trucco e di parrucco, di organizzazione delle comparse e di prove luci e posizioni sul set principale, quello della casa di Michele.

Alla fine il mercoledì stancamente si trascinò via. Questa sera, fortunatamente, i deliri notturni lasciarono il posto al riposo.

lunedì 16 aprile 2007

Una serie mai trasmessa Pt. 17

Arrivò il mercoledì e con lui i primi veri e seri problemi. Fino a quel momento se c'erano stati, erano stati di natura prettamente tecnica. Dunque facilmente, o quasi, risolvibili. I problemi che si scatenarono quella mattina furono di natura umana.

L'agente del Giallocosta chiamò per richiedere la presenza del suo assistito sul set dell'ultimo video di Irene Grandi. Questo accadde dopo le elucubrazioni esistenziali del Giallo. E indubbiamente non aiutò a rassenerare gli animi.

Stavo arrivando al quartier generale quando incontrai Michele e Giulio fuori da un caffè. Michele era furioso. I deliri del Giallo avevano lasciato il segno e la novità della Grandi lo aveva decisamente fatto sbottare. Voleva fermare tutta la produzione e mandare a casa il Giallo. Definitivamente.

Prima di prendere qualunque decisione decidemmo che era il momento giusto per una "riunionona" con tutto lo staff. Dovevamo decidere cosa fare, possibilmente a mente fredda.

Decidemmo, come fossimo saggi anziani, di ascoltare le parole del Giallo. Ci spiegò che la sua assenza sarebbe stata solo di due giorni, il tempo di andare, girare e tornare. Capirete anche voi che due giorni sono tanti se vengo raffrontati ad un totale di otto. Inoltre, come già scritto in un post precedente, le prove non è che andassero proprio a gonfie vele.

Il Giallo doveva prendere una decisione e noi la nostra. Sarebbe andato a girare il video? Saremmo stati noi così magnanimi da sopportare questa temporanea defezione? E soprattutto, vista l'atmosfera, se il Giallo fosse partito, sarebbe mai tornato?

venerdì 13 aprile 2007

Cucine e dintorni

Il giorno di Pasquetta (o Lunedì dell'Angelo che dir si voglia) ho avuto una conferma: le cucine di certi ristoranti si trovano in universi spazio-temporali diversi dal nostro. Come spiegare sennò l'ora e mezza di attesa tra il primo e il secondo. Forse con l'indubbio bisogno di un aiuto-cuoco?

Sempre in tema di cucine di locali atti a sfamare le persone, vanno di moda quelle a vista, che ci puoi guardare dentro. Vi ricordo che è più importante che il cibo sia buono da cotto che bello da crudo.

Non dimentichiamoci nemmeno delle cucine completamente nascoste, quelle di solito te le porti a casa sui vestiti. O almeno al tuo naso e a quello di chiunque ti stia intorno sembra sia così.

Attenzione: Cecchi Paone ha dichiarato che visti i toni offensivi di Riccardo Illy nei confronti dei Dico e dei loro simili, potrebbero boicottare il caffé dell'azienda di famiglia. Ma quanti anni ha Cecchi Paone, 8?

La frase della settimana è: "I'm going to get an iPhone. Everybody's going to be jealous." (da 30 Rock ep. 0119 del 12 aprile)

giovedì 12 aprile 2007

Una serie mai trasmessa Pt. 16

Sempre il martedì e dunque, sempre durante il secondo giorno di prove, ci fu anche molto da ridere.

La mattina provammo la scena tra il Giangi e la Ros. Il personaggio della Ros fu tratto dalla vera realtà e dalla mente sessualmente iperattiva del Giangi. La Ros era la ragazza che il Giangi avrebbe voluto portarsi a letto da sempre e non ci sarebbe mai riuscito.

E, come d'altronde ogni ragazza avvenente, lo metteva in crisi, in imbarazzo, in iper-sudorazione.

La cosa più bella di tutto questo fu che durante le prove il Giangi entrò veramente in crisi, in imbarazzo e in iper-sudorazione. Inoltre, all'insaputa del nostro simpaticone, suggerivamo alla ragazza delle battute su argomenti intimi dei quali lei non poteva essere a conoscenza. E questo scatenava la sorpresa del Giangi. Nonché il suo impacciato disagio.

Imparammo delle cose importanti da questa sessione di prove mattutine: avremmo riutilizzato il suggerimento a sorpresa e avremmo cambiato l'attrice che interpretava la Ros. Sorry!

mercoledì 11 aprile 2007

Una serie mai trasmessa Pt. 15


Per le scene in casa di Michele prendemmo in affitto/prestito per tutti gli otto giorni un appartamento. Questo, oltre che da set, fungeva anche da quartier generale, da sala prove e da ufficio per le riunioni creative/organizzative. Inoltre, lo stesso proprietario ci diede la possibilità di usare la mansardina del piano superiore, mansarda che noi trasformammo in ostello per le anime in trasferta. Qui dormirono, mangiarono e si tennero puliti il Ridi che arrivava da Milano, Angelica di Roma e il Giallocosta di Firenze. In più a rotazione, se passavano la notte a Trieste, anche il Giangi e il Gabri, entrambi di Treviso.

Era martedì 20 settembre ed eravamo tutti convocati alle 10 per l'inizio delle prove vere e proprie. Avremmo dedicato buona parte all'interazione tra i tre protagonisti, provando e riprovando le scene per creare un'intesa il più possibile naturale, per farli sembrare veramente tre amici, che pensano-mangiano-ridono nello stesso modo e delle stesse cose. Il problema più grande fu che due dei tre erano veramente amici (Gabri e Giangi) mentre il terzo, il Giallocosta, si sarebbe dovuto inserire e dare vita al personaggio forse più importante, sicuramente quello più carismatico: Michele.

Basandoci principalmente sull'improvvisazione dettata da un canovaccio di storia, dovevamo riuscire a far sì che i tre si sintonizzassero sulla stessa frequenza d'onda. E qui cominciarono i problemi.

Se nelle scene tra il Giangi e il Giallocosta tutto filava liscio (grazie all'innato talento del Giangi nel riuscire a reggere qualunque scena), la scena tra il Giallo e il Gabri aveva "alcune" difficoltà a decollare. Se poi si considera che la stessa era una delle prime dell'episodio che stavamo girando, potrete immaginare quanto grande fosse il problema.

Provammo a lungo e alla fine, chi più ottimista chi meno, ci congedammo. Il gruppo dei trasfertisti si recò al piano superiore dove, quando la tarda serata si stava trasformando in notte fonda, scoppiarono i primi dubbi. Erano quasi esistenziali ed erano del Giallocosta. Egli non riusciva ad integrarsi, non capiva né cosa stavamo facendo e né perché. Più qualche migliaio di altri pipponi.

Non erano certo degli ottimi auspici per iniziare bene un mercoledì di fine settembre.

martedì 10 aprile 2007

Una serie mai trasmessa Pt. 14

Era il 19 settembre, un lunedì. Ed era anche la prima giornata di quella che sarebbe stata una otto-giorni di produzione vera e propria.

Le prime 5 rotazioni della terra sarebbero state dedicate alle prove, le ultime 3 alle riprese. Avevamo deciso di dedicare la maggior parte del tempo all'innesto della sintonia e della chimica tra gli attori. Sebbene il Giangi e il Gabri avessero già provato insieme durante degli afosi pomeriggi di metà-fine agosto e nonostante il Giallocosta avesse passato un pomeriggio in Osmizza con il Giangi (tutto documentato dalla telecamera), i tre non avevano mai recitato insieme. Stavamo saltando nel vuoto ma volevamo mettere sotto a noi la rete più resistente possibile.

In realtà il primo giorno le prove furono principalmente tecniche: una manciata di scene sarebbero state girate in auto e c'erano da piazzare, tarare e regolare le luci, i microfoni e le telecamere. Tutto venne fatto nel grande parcheggio di una fabbrica, tra tir che passano sfrecciando e sognando di essere delle Maserati e uomini un bel po' più che ragazzini che facevano saettare le loro automobiline radiocomandate nei pressi delle nostre caviglie.

Era il 19 settembre, un lunedì. L'aria della sera era particolarmente ispida e pungente. Però mai come i problemi che si sarebbero presentati dal giorno dopo.