Domenica fu l'ultimo giorno di riprese. Dedicate tutte agli esterni e alle scene in automobile. queste ultime erano quelle che avrebbero potuto rivelarsi le più ostiche a livello tecnico, vuoi per quanto riguarda le luci vuoi per quanto riguarda l'audio. Baciati dalla fortuna, o più semplicemente grazie alla valenza dei nostri tecnici, tutto filò liscio come l'olio.
La parte più difficile fu quando, nei pressi del tramonto, dovemmo effettuare delle riprese dell'automobile in autostrada, vista dall'esterno. In pratica l'auto, dopo essere rimasta un bel po' dietro ad un camion in sorpasso, lo sorpassava a sua volta. Durante le riprese i mezzi in questione procedettero a velocità piuttosto bassa e il risultato fu un effetto tappo dietro a noi. TIR incazzati accompagnati da automobilisti inferociti ci accompagnarono per tutto il tragitto necessario alle riprese con un sottofondo di clacson e di qualunque altro marchingegno atto ad emettere segnali acustici.
Nulla di preoccupante finché un simpatico camionista con un prepotente quanto elefantiaco TIR non decise di sorpassarmi da destra, rifilando il furgone al quale ero alla guida e suonando come un indiavolato le sue trombe segnalatrici. Nel frattempo io vedevo davanti a me la prima pagina de "Il Piccolo" del giorno dopo, con la mia foto della carta d'identità sotto ad un titolo a nove colonne.
Dopo le ultime scene all'esterno dell'ufficio decidemmo di effettuare una scena supplementare all'interno di un bar. Non eravamo ancora sicuri se l'avremmo o meno utilizzata ma indubbiamente è sempre meglio avere materiale in più piuttosto che in meno.
Verso le 10 di sera finimmo le riprese. Ci trovavamo in un bar (in realtà trattasi di un ristorante), quale luogo migliore per una bella festa di fine riprese?
giovedì 26 aprile 2007
mercoledì 25 aprile 2007
25 aprile = osmiza

Oggi è giorno di Osmiza. Il 25 aprile, se il tempo è gentile, a bordo di Vespe o più semplicemente di automobili, ci si arrampica sul Carso e si inseguono le frasche, segnali stradali primordiali. Obiettivo: trascorrere all'aria aperta buona parte della giornata.
Seduti sulle panche intorno ad un tavolo di legno, si mangiano gli affettati e i formaggi di produzione casalinga, si pasteggia con il sapore forte e acidulo del vino Terrano, si chiacchiera e si ride fino al calare del sole. E a volte fino a più tardi.
Se la giornata è soleggiata alla sera l'osmiza produrrà i suoi effetti collaterali: facce rosso peperone figlie del primo sole quasi estivo e del numero considerevole di bicchieri di vino ingurgitati.
L'osmiza del 25 aprile si attende con impazienza; è la porta che si schiude sull'estate, è l'antipasto della stagione che verrà.
martedì 24 aprile 2007
Una serie mai trasmessa Pt. 21
Il secondo giorno di riprese fu tutto a casa di Michele. O meglio, nell'appartamento che fungeva da set per quella location. Oltre, come già scritto qualche post fa, a rivestire il ruolo di quartier generale di tutta la produzione. E questo rendeva tutto indubbiamente più comodo.
La prima scena di quel giorno fu quella in cui il Giangi tenta di circuire la Ros: senza possibilità di venir smentito fu il massimo del divertimento per tutti noi. Avevamo cambiato l'attrice che interpretava la Ros e la nuova era molto provocante e "prosperosa". Il Giangi si trovava in una situazione di evidente imbarazzo nonché di forte desiderio di provarci veramente.
Ai rifiuti della Ros, non si capiva se il Giangi stesse recitando o stesse "vivendo" la parte. Le reazione del nostro protagonista erano eccezionali e più passava il tempo più erano esilaranti nel loro essere imbarazzanti. Uno degli obiettivi era stato raggiunto: rendere "reale" la finzione. L'avere ingaggiato quella attrice fu veramente una gran bella idea.
Seguirono le scene tra il Michele e il Gabri e poi quella "collettivizzante" con tutti e tre i nostri personaggi principali in scena.
La notte precedente era tornato il Giallocosta dalla sua trasferta per il video di Irene Grandi. E' il momento di spezzare una lancia a suo favore: quando si presentò sabato notte tardi (o domenica mattina presto, a seconda dei punti di vista) era un Giallocosta decisamente cambiato. In meglio. Come se durante il viaggio avesse digerito e metabolizzato il suo ruolo. Da quella domenica fu molto più facile e piacevole lavorare con lui. E questo fu un sollievo per tutti.
La prima scena di quel giorno fu quella in cui il Giangi tenta di circuire la Ros: senza possibilità di venir smentito fu il massimo del divertimento per tutti noi. Avevamo cambiato l'attrice che interpretava la Ros e la nuova era molto provocante e "prosperosa". Il Giangi si trovava in una situazione di evidente imbarazzo nonché di forte desiderio di provarci veramente.
Ai rifiuti della Ros, non si capiva se il Giangi stesse recitando o stesse "vivendo" la parte. Le reazione del nostro protagonista erano eccezionali e più passava il tempo più erano esilaranti nel loro essere imbarazzanti. Uno degli obiettivi era stato raggiunto: rendere "reale" la finzione. L'avere ingaggiato quella attrice fu veramente una gran bella idea.
Seguirono le scene tra il Michele e il Gabri e poi quella "collettivizzante" con tutti e tre i nostri personaggi principali in scena.
La notte precedente era tornato il Giallocosta dalla sua trasferta per il video di Irene Grandi. E' il momento di spezzare una lancia a suo favore: quando si presentò sabato notte tardi (o domenica mattina presto, a seconda dei punti di vista) era un Giallocosta decisamente cambiato. In meglio. Come se durante il viaggio avesse digerito e metabolizzato il suo ruolo. Da quella domenica fu molto più facile e piacevole lavorare con lui. E questo fu un sollievo per tutti.
lunedì 23 aprile 2007
Una serie mai trasmessa Pt. 20
Arrivò il sabato e con lui la prima giornata di riprese. L'appuntamento per tutti era alle 9:00 del mattino presso l'ufficio che per quel giorno ci avrebbe fatto da set.
La prima scena in scaletta era quella in cui avrei "recitato" anch'io. Una piccola parte da comparsa parlante in un diverbio con il Giangi.
La tensione era piuttosto alta, in fondo era il primo giorno, e come in ogni primo giorno che si rispetti c'era il rischio di problemi tecnici "nuovi" per noi.
Mi sottoposi al trucco mentre arrivavano le comparse. Poi, con il Giangi, provammo un paio di volte. Le prove comunque non dovevano essere troppe per evitare di togliere quella patina di improvvisazione che era una delle basi del nostro prodotto. Era arrivato il momento di girare.
Non fu buona la prima. Più per problemi tecnici (in particolare audio) che altro. Non mi ricordo esattamente se quella giusta fu la terza oppure la quarta. L'importante fu che alla fine, dopo mesi passati a scrivere, a cambiare idee e soggetti, a cercare attori e a crearci dubbi su dubbi, avevamo cominciato a girare! Inoltre, dopo quella prima scena, smisi i panni di attore per rivestirmi da autore.
Durante quel sabato riprendemmo tutte le scene aventi per location l'ufficio. Questo comportava anche delle riprese di esterni fatte dalle finestre dell'edificio. Girammo le scene con il Gabri, il Pattaride e il Giangi, primi piani vari e primi piani specifici del Pattaride che guardava fuori dalla finestra.
Il primo giorno fummo puntuali e verso le 9:00 di sera finimmo tutto quello elencato all'ordine del giorno.
Ci avevano avvertiti in molti e alla fine provammo anche noi quella che è sicuramente la parte peggiore, anzi proprio brutta, del girare un film o un telefilm che sia: i tempi morti. Quando i tecnici spostano e preparano il set, quando fanno le prove luci e audio, quando c'è un piccolissimo problema che solo loro possono risolvere, sei lì ad aspettare. Quasi sempre senza far niente. E giuro che è la parte più stancante.
La prima scena in scaletta era quella in cui avrei "recitato" anch'io. Una piccola parte da comparsa parlante in un diverbio con il Giangi.
La tensione era piuttosto alta, in fondo era il primo giorno, e come in ogni primo giorno che si rispetti c'era il rischio di problemi tecnici "nuovi" per noi.
Mi sottoposi al trucco mentre arrivavano le comparse. Poi, con il Giangi, provammo un paio di volte. Le prove comunque non dovevano essere troppe per evitare di togliere quella patina di improvvisazione che era una delle basi del nostro prodotto. Era arrivato il momento di girare.
Non fu buona la prima. Più per problemi tecnici (in particolare audio) che altro. Non mi ricordo esattamente se quella giusta fu la terza oppure la quarta. L'importante fu che alla fine, dopo mesi passati a scrivere, a cambiare idee e soggetti, a cercare attori e a crearci dubbi su dubbi, avevamo cominciato a girare! Inoltre, dopo quella prima scena, smisi i panni di attore per rivestirmi da autore.
Durante quel sabato riprendemmo tutte le scene aventi per location l'ufficio. Questo comportava anche delle riprese di esterni fatte dalle finestre dell'edificio. Girammo le scene con il Gabri, il Pattaride e il Giangi, primi piani vari e primi piani specifici del Pattaride che guardava fuori dalla finestra.
Il primo giorno fummo puntuali e verso le 9:00 di sera finimmo tutto quello elencato all'ordine del giorno.
Ci avevano avvertiti in molti e alla fine provammo anche noi quella che è sicuramente la parte peggiore, anzi proprio brutta, del girare un film o un telefilm che sia: i tempi morti. Quando i tecnici spostano e preparano il set, quando fanno le prove luci e audio, quando c'è un piccolissimo problema che solo loro possono risolvere, sei lì ad aspettare. Quasi sempre senza far niente. E giuro che è la parte più stancante.
venerdì 20 aprile 2007
Buon Compleanno Simpsons
Con un giorno di ritardo festeggiamo il 20° anniversario dei Simspons. Il primo "corto" a loro dedicato andò in onda il 19 aprile durante il "Tracey Ullman Show". I disegni erano un po' grezzi, lontani da quelli che siamo abituati a vedere, ma ponevano delle solide fondamenta su quella che sarebbe diventata la sitcom più clamorosa e incredibile della TV USA.
Qui sotto il corto tratto dal "Tracey Ullman Show".
Qui sotto il corto tratto dal "Tracey Ullman Show".
Due giorni a Londra

Un paio di giorni a Londra fanno sempre bene. Se poi hai la possibilità di viaggiare con Ryanair (nel senso che l'aereo parte da un aeroporto più o meno vicino a casa tua) il viaggio potrebbe costare veramente poco.
Non ero mai riuscito a comprare un biglietto aereo in promozione. O erano finiti i posti o magari la promozione stessa. Questa volta ce l'ho fatta. Il biglietto andata e ritorno è costato 2 cent. Più tasse e valigia, che con la Ryanair paghi a parte, il totale è stato di 42 euro. Andata e ritorno. Ottimo direi.
Chi a Londra c'è già stato, sa che vale ben un ritorno; chi non c'è mai stato scoprirà la New York d'Europa.
E scoprirà che una tratta in Underground (la loro metro) costa £ 4 mentre il giornaliero incredibilmente solo £ 5,10. Che nella stessa la temperatura è torrida. Che può succedere di chiedere un'informazione a qualcuno che lavora in loco e non sa che l'indirizzo che cerchi è esattamente dietro l'angolo.
Scoprirà che gli Starbucks sono veramente tanti, che l'Apple Store è bellissimo e che se ama i fumetti potrebbe passare un'intera giornata da Forbidden Planet. Che i biglietti per i musical sono costosi ma che sono soldi ben spesi.
E verrà travolto da inaspettate zaffate di cipolla, da una folla di persone vestite nei modi più disparati, dal cappotto agli infradito, nello stesso momento e con la stessa temperatura.
Scoprirà che al momento di ripartire verso destinazioni domestiche ha già voglia di tornare.
giovedì 19 aprile 2007
Una serie mai trasmessa Pt. 19
Il giovedì fu un normalissimo e tranquillo giorno di prove. Il che, visti i due giorni precedenti, ci colse in contropiede. La mattinata trascorse tra il Giangi, il Giallocosta e il Gabri. Si continuava a lavorare sull'intesa e quello che fino a quel momento era stato un semplice canovaccio di storia, stava pian piano prendendo le forme di una sceneggiatura. Avevamo delle sorprese in serbo per il Giangi, quello dei tre più avvezzo all'improvvisazione, ma decidemmo di tenerle nascoste fino al momento delle riprese. Ne avevamo provate un paio e le sue reazioni naturali erano di una comicità impagabile.
Il pomeriggio fu il momento delle prove delle comparse. Quelle parlanti. Ce ne servivano due e grazie all'efficienza del Pragma Studio, l'agenzia di casting che lavorava per noi, quel giorno provammo venti aspiranti "licenziati".
Non avevano una parte lunga e nemmeno troppo complicata, però, come ci era già successo, incontrammo dei problemi nel trovare le persone giuste. Io mi occupavo di spiegare, recitando, come i due licenziati avrebbero dovuto interagire con il Giangi e alla fine, mio malgrado, il Michele decise che avevo vinto la parte.
La scena in cui avrei recitato sarebbe stata la prima di tutta la produzione. Non male per uno che non si era nemmeno presentato alle audizioni, no? La tensione stava crescendo mentre mi sottoponevo alle prove di trucco e parrucco.
Fortunatamente il giorno successivo sarebbe stato un day-off dedicato al bere ed al mangiare. E a stemperare gli animi nervosi.
Il pomeriggio fu il momento delle prove delle comparse. Quelle parlanti. Ce ne servivano due e grazie all'efficienza del Pragma Studio, l'agenzia di casting che lavorava per noi, quel giorno provammo venti aspiranti "licenziati".
Non avevano una parte lunga e nemmeno troppo complicata, però, come ci era già successo, incontrammo dei problemi nel trovare le persone giuste. Io mi occupavo di spiegare, recitando, come i due licenziati avrebbero dovuto interagire con il Giangi e alla fine, mio malgrado, il Michele decise che avevo vinto la parte.
La scena in cui avrei recitato sarebbe stata la prima di tutta la produzione. Non male per uno che non si era nemmeno presentato alle audizioni, no? La tensione stava crescendo mentre mi sottoponevo alle prove di trucco e parrucco.
Fortunatamente il giorno successivo sarebbe stato un day-off dedicato al bere ed al mangiare. E a stemperare gli animi nervosi.
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