Oggi il blog ha un'ospite: Elena con le sue microsfighe.
Le lascio volentieri la tastiera.
- Come mai quando sei fuori e hai le mani occupate da borse e borsette varie, hai pure il cane al guinzaglio e all'improvviso comincia a piovere, allora cerchi di prendere il cane in braccio per non farlo bagnare quand'ecco che implacabile il cellulare squilla e sai pure che devi rispondere perché è per lavoro?????!!!!
-Come mai quando sei in macchina e in radio danno il tuo programma preferito la frequenza comincia ad essere disturbata fino a diventare inascoltabile proprio nel momento preciso in cui lo speaker sta per dire la cosa più importante, quella che aspettavi di sapere da tutta una vita...?!?!!?
lunedì 7 maggio 2007
sabato 5 maggio 2007
venerdì 4 maggio 2007
Una serie mai trasmessa Pt. 25
Nel mentre si attendeva l'arrivo della pellicole dal laboratorio di sviluppo, l'attività per lo staff autoriale fremeva come se non fosse successo niente, come se fosse tutto ancora da girare.
Era cambiato solo l'oggetto delle nostre attenzioni: stavamo buttando giù idee su idee per poi giungere alla scrittura di altri 5/6 episodi.
Delle idee iniziali venne fatta una grandissima scrematura e vennero approvate le migliori (o almeno quelle che ci sembravano tali); poi, da più o meno bravi bambini, ci dividemmo i compiti. Avevamo un episodio a testa da scrivere. Io in realtà ne avevo due, ma stavo vivendo un periodo di bulimia autoriale e non me ne sarebbero bastate sei.
Come sempre si lavorava a ritmi più consoni alla Paramount Pictures che ad un gruppo di amici che nel bel mezzo della loro vita avevano deciso che fare una serie televisiva sarebbe stata cosa buona e giusta. Inoltre e soprattutto in contemporanea si stava scrivendo anche la brochure di presentazione che doveva essere sintetica ma dettagliata ma vivace ma esauriente ma simpatica ma professionale ma...
E poi mancava ancora il titolo anche se cominciavano a piovere le proposte di chiunque di noi. In fondo tutti, più o meno velatamente e più o meno sotto una patina di falsa modestia, volevamo battezzare la nostra serie preferita.
Esterno giorno - casa di Michele
Il corriere suona il campanello. Si apre la porta di casa e il Michele, emozionato come un bambino che incontra personalmente Babbo Natale, ritira il pacco. Con finta noncuranza chiude la porta dietro a sé.
Era cambiato solo l'oggetto delle nostre attenzioni: stavamo buttando giù idee su idee per poi giungere alla scrittura di altri 5/6 episodi.
Delle idee iniziali venne fatta una grandissima scrematura e vennero approvate le migliori (o almeno quelle che ci sembravano tali); poi, da più o meno bravi bambini, ci dividemmo i compiti. Avevamo un episodio a testa da scrivere. Io in realtà ne avevo due, ma stavo vivendo un periodo di bulimia autoriale e non me ne sarebbero bastate sei.
Come sempre si lavorava a ritmi più consoni alla Paramount Pictures che ad un gruppo di amici che nel bel mezzo della loro vita avevano deciso che fare una serie televisiva sarebbe stata cosa buona e giusta. Inoltre e soprattutto in contemporanea si stava scrivendo anche la brochure di presentazione che doveva essere sintetica ma dettagliata ma vivace ma esauriente ma simpatica ma professionale ma...
E poi mancava ancora il titolo anche se cominciavano a piovere le proposte di chiunque di noi. In fondo tutti, più o meno velatamente e più o meno sotto una patina di falsa modestia, volevamo battezzare la nostra serie preferita.
Esterno giorno - casa di Michele
Il corriere suona il campanello. Si apre la porta di casa e il Michele, emozionato come un bambino che incontra personalmente Babbo Natale, ritira il pacco. Con finta noncuranza chiude la porta dietro a sé.
giovedì 3 maggio 2007
Una serie mai trasmessa Pt. 24
Finita la settimana di riprese ci prendemmo qualche giorno per tornare mentalmente alla vita normale, quella reale.
Angelica, la nostra segretaria di produzione, tornò da Roma per un tot di riunioni: dovevamo pianificare dettagliatamente tutto il periodo di post-produzione. Il grosso del lavoro era già stato fatto ma la parte dello stesso che ci attendeva si sarebbe svelata come fondamentale.
Oltre al titolo della serie, c'erano musiche da comporre, grafiche da realizzare, brochure di presentazione da scrivere e stampare. Inoltre decidemmo che all'episodio pilota avremmo allegato anche un'ulteriore manciata di outline per ipotetiche puntate da realizzare. Questo per far vedere ai possibili acquirenti che la nostra dote creativa non si esauriva in unico esemplare.
E poi c'era il montaggio. Non esattamente cosa da poco.
Come se non bastasse qualcuno dello staff, durante il periodo di riprese, aveva girato del materiale per una possibile sigla. Ma non in quantità sufficiente.
L'idea di partenza era quella di non avere una vera e propria sigla iniziale con spezzoni di girato bensì semplicemente dei titoli di testa. Dopo una minuscola lotta intestina, vinse la fazione della sigla "classica".
Questo ci diede la possibilità di rivederci nuovamente tutti insieme per una nuova giornata bucolica. Non male come scusa, no?
Girata anche la sigla, giunse il momento di spedire tutte le bobine allo sviluppo.
Solo qualche settimana dopo saremmo finalmente stati in grado di vedere cosa era rimasto impresso sulla pellicola. Non nascondo che furono dei giorni di attesa e apprensione...
Angelica, la nostra segretaria di produzione, tornò da Roma per un tot di riunioni: dovevamo pianificare dettagliatamente tutto il periodo di post-produzione. Il grosso del lavoro era già stato fatto ma la parte dello stesso che ci attendeva si sarebbe svelata come fondamentale.
Oltre al titolo della serie, c'erano musiche da comporre, grafiche da realizzare, brochure di presentazione da scrivere e stampare. Inoltre decidemmo che all'episodio pilota avremmo allegato anche un'ulteriore manciata di outline per ipotetiche puntate da realizzare. Questo per far vedere ai possibili acquirenti che la nostra dote creativa non si esauriva in unico esemplare.
E poi c'era il montaggio. Non esattamente cosa da poco.
Come se non bastasse qualcuno dello staff, durante il periodo di riprese, aveva girato del materiale per una possibile sigla. Ma non in quantità sufficiente.
L'idea di partenza era quella di non avere una vera e propria sigla iniziale con spezzoni di girato bensì semplicemente dei titoli di testa. Dopo una minuscola lotta intestina, vinse la fazione della sigla "classica".
Questo ci diede la possibilità di rivederci nuovamente tutti insieme per una nuova giornata bucolica. Non male come scusa, no?
Girata anche la sigla, giunse il momento di spedire tutte le bobine allo sviluppo.
Solo qualche settimana dopo saremmo finalmente stati in grado di vedere cosa era rimasto impresso sulla pellicola. Non nascondo che furono dei giorni di attesa e apprensione...
mercoledì 2 maggio 2007
Vivisezionando Boris

Grazie al MySky mi sono sciroppato in una volta sola i primi tre episodi di Boris, quella definita dalla martellante campagna pubblicitaria come la "fuori-serie" italiana.
L'idea, seppur non originalissima, è carina. Però...
Biascica, il capo elettricista, in una vita precedente faceva l'addetto alle pulizie nell'ospedale di Scrubs.
I personaggi sono talmente tanti che si è ben pensato di avere delle guest-star fin dal secondo episodio, così siamo sicuri di non riuscire ad approfondire la personalità di quasi nessuno. Quante parole avrà detto finora la truccatrice? E non è un personaggio muto.
Non sarebbe più interessante se i personaggi interagissero TUTTI tra di loro?
Perché ci deve essere per forza sempre una macchietta? In questo caso il regista.
Date più spazio all'assistente regista, quando Caterina Guzzanti è in una qualunque scena il livello si alza clamorosamente. Ed è molto divertente.
martedì 1 maggio 2007
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